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L’eccellenza delle birre di Rochefort deriva dal ricco sapere dei monaci acquisito nel corso dei secoli.
All’epoca, i monaci seguivano la regola Benedettina “Ora et Labora”: “Prega e lavora”. Questa regola stabilisce che la loro vita sia equamente bilanciata tra la preghiera e il lavoro, in particolare il lavoro effettuato con le proprie mani. I monaci si dedicavano dunque prevalentemente all’agricoltura e all’attività mineraria: estraevano vari minerali, essenzialmente piombo e ferro.
Narra una leggenda che i monaci speravano di trovarvi del materiale aurifero. La speranza non era totalmente illusoria, dato che a forza di scavare il fiume Tridaine zampillò dal fianco della collina; secondo gli esperti, è proprio la sua acqua a conferire alla birra il suo sapore unico. “L’oro” c’era davvero anche se non nella forma usuale, in attesa del processo di trasformazione alchemico operato dai monaci.
ell’arco di quasi 4 secoli, l’agricoltura e lo sfruttamento di una cava di marmo sono state le principali risorse di cui disponeva l’abbazia. I blocchi di marmo più pregiati provenienti dall’Abbazia sono tuttora ammirabili nella Basilica di San Pietro a Roma e nel Castello di Versailles. Anche la produzione di birra costituiva parte del lavoro dei monaci: era semplicemente consumata come “pane liquido” grazie alle sue proprietà nutritive.
Dal momento della sua fondazione, l’abbazia ha dovuto affrontare diversi conflitti e calamità: la Rivoluzione Francese, i saccheggi, gli incendi, le guerre, le epidemie… A dispetto di queste prove, l’abbazia le ha sempre affrontate in modo coraggioso e con perseveranza. La sua storia si riflette nel suo motto, “Curvata resurgo”, che significa “piegato, mi alzo dritto”. Questo motto è corredato da tre potenti simboli: una rosa che testimonia la carità, una stella che testimonia la speranza e una palma che testimonia la fede.
La Rivoluzione Francese avvenuta nel 1789 ebbe un forte impatto economico sui monasteri in Europa. Durante questo periodo, i monaci si sottrassero alle truppe francesi, lasciando il monastero, che fu poi venduto a dei laici. Per circa un secolo, il monastero ha conosciuto danneggiamenti e saccheggi, tra cui la distruzione della chiesa originaria.
Al ritorno dei monaci avvenuto nel 1887, essi ricostruirono una chiesa e un birrificio. La situazione economica del monastero si presentava problematica e la redditività delle attività agricole non era sufficiente a soddisfare le esigenze della comunità, per cui i monaci decisero di integrare le loro entrate dedicandosi alla vendita di birra a partire dal 1910.
Nel 1952 l’agricoltura conosceva ancora una fase involutiva. I monaci decisero dunque di professionalizzare il birrificio e di dedicarvisi appieno. Nel 1960 fu costruito un nuovo birrificio. Soprannominata “la cattedrale della birra”, le sue vetrate e le sue caldaie in rame hanno reso il birrificio famoso a livello mondiale. Il professor De Clerck e l’abbazia di Chimay contribuiranno al progetto mettendo a disposizione le loro conoscenze e i loro preziosi consigli.
È in quell’epoca che le Rochefort 6, 10 e 8 faranno successivamente la loro apparizione sulla base delle ricette già esistenti.
Nel 2020, il birrificio intraprende un nuovo corso. Si è dotato di un nuovissimo sistema di birrificazione di ultima generazione. Un gioiello brassicolo che unisce tecnicità e ottimizzazione del processo di produzione, completamente dedicato alla qualità della birra. Il birrificio è dedito inoltre allo sviluppo sostenibile, riducendo il consumo di acqua e di energia producendo elettricità verde grazie all’installazione di pannelli solari.
Dopo 60 anni di onorato servizio, la cattedrale della birra lascia la scena. La struttura sarà preservata esclusivamente come testimonianza dell’eredità birraria dell’abbazia.
Grazie al nuovo birrificio, lo stabilimento fu in grado di arricchire la sua gamma lanciando la Triple Extra, l’unica birra bionda Rochefort.
L’Abbazia attribuisce da sempre grande importanza alla qualità e all’autenticità dei suoi prodotti. Le nostre birre di alta qualità sono da gustare saggiamente e con sobrietà. Da sempre l’Abbazia dedica grande attenzione alla selezione dei suoi fornitori, delle materie prime e delle attrezzature di produzione di qualità, incentivando al contempo l’economia locale.
Nell’ottica di salvaguardare l’eccellenza rispettando i nostri valori tradizionali, ogni venerdì, prima che le nostre birre vengano commercializzate in tutto il mondo, è prevista una degustazione alla presenza di un monaco.
Le birre Rochefort sono prodotte in un numero limitato di bottiglie in omaggio ai valori monastici e alla tradizione.